“La mediazione familiare si basa sulla consapevolezza che il conflitto sia spesso inevitabile, che non possa essere eliminato, ma possa essere trasformato in opportunità di cambiamento, letto come il sintomo di un equilibrio che non è più funzionale, di relazioni che necessitano di essere ridefinite, di regole che hanno bisogno di essere rinegoziate” (T. Fragomeni)

 

Mediazione familiare



Che cos’è la mediazione familiare
La mediazione familiare è un intervento di sostegno alla coppia o alla famiglia che vuole prevenire o superare una problematica insorta prima, durante o dopo il processo di separazione o divorzio.
La mediazione familiare rappresenta una valida alternativa alla via giudiziaria e in più offre uno spazio sicuro e protetto dove la coppia può esprimere liberamente le proprie emozioni, elaborare il lutto della separazione, acquisire maggiore consapevolezza circa i motivi, gli interessi, i bisogni e i timori sottesi al conflitto, apprendere nuove e più efficaci modalità di comunicazione, assumersi la responsabilità del proprio ruolo genitoriale e decidere autonomamente tutti gli aspetti della futura vita familiare.

Scopo della mediazione
L’obiettivo della mediazione familiare è la riorganizzazione delle relazioni familiari nell’ottica di garantire la continuità della funzione genitoriale, con particolare riguardo all'interesse dei figli minori.

Destinatari
La mediazione familiare ha per destinatari la coppia (coniugata o convivente, con o senza figli) o la famiglia (anche ricomposta), in fase di separazione, o giĂ  separata o divorziata, che voglia raggiungere degli accordi o modificare quelli presi nella precedente fase di separazione o divorzio.

Ruolo del mediatore
Il mediatore familiare è un professionista esperto nella gestione dei conflitti e neutrale rispetto alle parti, che ha il ruolo di favorire la comunicazione tra i coniugi, di aiutarli ad esprimere i loro vissuti emotivi, di accompagnarli nell’esplorazione delle possibili soluzioni e di facilitare il raggiungimento di un accordo su tutti gli aspetti della separazione, al fine di consentire la gestione costruttiva del conflitto, la riorganizzazione delle relazioni familiari e l’assunzione della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i coniugi.
Qualunque sia l’approccio teorico di riferimento, il mediatore si pone sempre in una posizione neutrale ed equidistante rispetto ad entrambe le parti, non si sostituisce ad esse nella ricerca e nella scelta delle soluzioni, non esprime alcun giudizio sull’adeguatezza degli accordi formulati dalle parti, ma si limita a favorire un clima di accettazione e di ascolto reciproco, che permette alle parti di apprendere nuove modalità di comunicazione e di giungere alla negoziazione di un accordo capace di soddisfare gli interessi di tutta la famiglia.

UtilitĂ  ed efficacia della mediazione
La mediazione più utile ed efficace è quella svolta prima dell’insorgenza di un conflitto giudiziale. In questa fase l’intervento del mediatore ha lo scopo di aiutare i membri della famiglia ad elaborare l’evento della separazione/divorzio, a ritrovare la propria identità personale, a recuperare e conservare i legami familiari, a mantenere aperta la comunicazione e a definire gli accordi che meglio rispondono alle esigenze di tutti i componenti del nucleo familiare.
Quando, invece, è già in corso un procedimento giudiziale, la conflittualità tra i coniugi può aver raggiunto un tale livello di inasprimento da rendere più difficile il conseguimento degli obiettivi della mediazione.
Anche dopo l’avvenuta separazione o divorzio, gli ex coniugi possono rivolgersi ad un mediatore familiare per modificare gli accordi stabiliti in via consensuale o giudiziale, al fine di adattarli alle mutate esigenze dei figli o della famiglia.

Differenza tra mediazione, counseling e terapia familiare
La mediazione familiare non è una psicoterapia e non è finalizzata alla ricomposizione del rapporto di coppia.
La mediazione familiare si distingue dal counseling e dalla terapia di coppia o familiare, in quanto questi ultimi interventi hanno come obiettivo il mantenimento o la ricostituzione del legame coniugale o di fatto, mentre la mediazione mira a garantire la continuitĂ  della funzione genitoriale in presenza di una volontĂ  di separazione/divorzio espressa dalla coppia stessa.
Inoltre, mentre il percorso di counseling e di psicoterapia può essere intrapreso anche dal singolo individuo, la mediazione familiare richiede obbligatoriamente il consenso e la presenza di entrambi i membri della coppia.
Infine, mentre il counseling si concentra sul “qui ed ora” del cliente (cioè sul tempo presente) e la psicoterapia ricerca le origini del disagio attuale nelle esperienze del passato, la mediazione è proiettata nel futuro e prende in considerazione i vissuti emotivi e i bisogni più profondi delle parti al solo fine di consentire l’elaborazione interiore dell’evento “separazione/divorzio” e il raggiungimento di un accordo che possa soddisfare gli interessi di tutti i componenti della famiglia e che, proprio per questo, possa essere più stabile e duraturo possibile.

Requisiti per svolgere attivitĂ  di mediazione
La mediazione familiare può essere esercitata all'interno di strutture pubbliche e private o essere svolta da liberi professionisti che, dopo aver conseguito una laurea in psicologia, giurisprudenza, sociologia, servizio sociale, scienze della formazione e/o dell'educazione, o altre lauree o diplomi equivalenti, abbiano acquisito una formazione specifica frequentando un corso di specializzazione accreditato. Solitamente viene praticata da figure professionali già strutturate quali counselor, psicologi, assistenti sociali e avvocati. Il counselor che offre la sua prestazione ad una o a entrambe le parti congiuntamente non può successivamente assumere il ruolo di mediatore; analogamente, l’avvocato che svolge il ruolo di mediatore non può fare consulenza legale né assistere una o entrambe le parti in un successivo giudizio di separazione o divorzio. Benché la figura professionale del mediatore familiare non sia regolamentata, esistono alcuni corsi di formazione erogati da scuole accreditate a livello nazionale ed internazionale, che rilasciano un attestato di qualifica professionale di "Esperto Mediatore Familiare".

Come scegliere il tuo mediatore
La mediazione familiare è una disciplina trasversale che utilizza conoscenze proprie della psicologia, della sociologia e del diritto di famiglia, finalizzate alla prevenzione o alla composizione del conflitto. Esistono diverse scuole di mediazione familiare, a seconda del modello teorico di riferimento. La mediazione familiare sistemico-relazionale si distingue dagli altri approcci in quanto prende in considerazione non soltanto la coppia, ma l’intero sistema trigenerazionale (figli-genitori-nonni) e considera la famiglia un sistema dinamico in cui ogni membro è in stretta connessione con gli altri, per cui il cambiamento di una parte determina un cambiamento nell’intero sistema. La mediazione sistemica utilizza un metodo esplorativo basato sul principio della causalità circolare (non esiste una causa e un effetto, un vincitore e un vinto, un colpevole e una vittima, in quanto ogni comportamento determina nell’altro una reazione che a sua volta influenza e condiziona il comportamento di colui che l’ha generata, determinando una co-responsabilità di entrambi i membri della coppia) e sul principio della omeostasi e dell’autodeterminazione (la coppia tende a mantenere stabili gli equilibri che si sono formati al suo interno e con l’ambiente esterno, anche quando sono disfunzionali e non adattivi, per la paura insita nel cambiamento, ma, se adeguatamente supportata, è in grado di evolversi verso nuovi equilibri più funzionali e adattivi e di trovare soluzioni creative e personalizzate capaci di soddisfare gli interessi di tutti i suoi componenti.

Durata e costi
La mediazione è un percorso breve (al massimo 10-12 incontri di un'ora e mezzo ciascuno) che si struttura in una serie di colloqui, individuali e congiunti, al termine dei quali i coniugi giungono solitamente alla composizione del conflitto mediante la sottoscrizione di un accordo congiunto contenente tutte (mediazione globale) o soltanto alcune (mediazione parziale) statuizioni necessarie alla riorganizzazione della futura vita familiare (assegnazione della casa coniugale, divisione dei beni, determinazione dell’assegno di mantenimento, determinazione dei periodi di visita ai figli, ecc.).
Per essere efficace secondo il diritto di famiglia italiano, l’accordo deve essere omologato dal Tribunale o trasfuso nel ricorso per separazione consensuale o nella domanda congiunta di divorzio.
Il primo colloquio è generalmente gratuito in quanto finalizzato alla conoscenza reciproca, all’individuazione dello strumento più adatto a soddisfare i bisogni e le aspettative della coppia e alla valutazione della volontarietà di entrambe le parti di intraprendere un percorso di mediazione familiare.
Per iniziare e terminare con successo un percorso di mediazione è infatti necessario che sussista la reale volontà delle parti di impegnarsi nella ricerca di una soluzione collaborativa del conflitto, di assumersi la responsabilità del ruolo genitoriale e di imparare ad ascoltare e comunicare con modalità più efficaci. Il costo dei singoli colloqui varia da professionista a professionista, ma generalmente un colloquio di 90 minuti ha un costo di € 120-150.
Il mediatore è tenuto al rispetto del segreto professionale.

 

Contatti

Per informazioni e appuntamenti telefonare a:
Dott.ssa Maria Claudia La Volpe  
Via XX Settembre, 50 - 50129 Firenze
Telefoni: 0039 338 7668376 - 055 494568
email: mclavolpe@gmail.com 

 

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