“Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante” (Nietzsche)

 

Psicoterapia



Che cos’è la psicoterapia?
La psicoterapia è una relazione di aiuto volta a dare un sostegno psicologico alla persona (adulta o minore), alla coppia o alla famiglia che si trova a vivere un sentimento di disagio che coinvolge tutta la sua esistenza e/o riguarda la sfera delle sue relazioni più significative.

Qual è lo scopo della psicoterapia?
La psicoterapia mira ad aiutare la persona, la coppia o la famiglia a ritrovare uno stato di benessere psicologico e a migliorare la qualitĂ  delle sue relazioni e della sua vita.
Lo psicoterapeuta è un professionista “terzo” rispetto alle parti che ha il ruolo di guidare il paziente nell’esplorazione dei suoi vissuti (presenti e passati), dei suoi stati emotivi (consci e inconsci) e dei suoi processi cognitivi (pensieri, valori, costrutti, ideali, aspettative, nessi, significati, ecc.) al fine di accrescere la presa di coscienza da parte del paziente del suo mondo interiore (emotivo e cognitivo) e favorire lo sviluppo di pensieri, sentimenti e comportamenti più funzionali e adattivi.

A chi si rivolge?
La psicoterapia si rivolge alla singola persona (maggiorenne o minorenne), alla coppia (coniugata o convivente, con o senza figli) o alla famiglia (anche ricomposta).
Nel caso di minori, è necessario il consenso da parte del minore e di entrambi i genitori che esercitano la potestà.

Che differenza c’è tra psicoterapia, counseling e mediazione?
La psicoterapia si occupa dell’area del disagio e della sofferenza psichica (non della malattia mentale che è di competenza della psichiatria) ed ha ad oggetto non un singolo problema specifico, ma un disturbo più ampio e più profondo che coinvolge l’intera personalità e necessita di un trattamento delicato e complesso volto a ricreare le basi di una vita psichica sana ed equilibrata.
Per questo la psicoterapia ha una durata prolungata nel tempo e non preventivamente determinabile.
Il counseling è un intervento di breve durata (massimo 10-12 incontri) che ha ad oggetto una specifica problematica legata ad una fase determinata della vita e dovuta a cause contingenti (separazione, divorzio, lutto, adolescenza dei figli, ecc.) che creano uno stato di disagio e vulnerabilità in persone generalmente dotate di un adeguato livello di funzionalità.
La mediazione familiare si distingue dal counseling e dalla terapia di coppia o familiare, in quanto questi ultimi interventi hanno come obiettivo il mantenimento o la ricostituzione del legame coniugale o di fatto, mentre la mediazione mira a garantire la continuità della funzione genitoriale in presenza di una volontà di separazione o divorzio da parte della coppia, ed ha come obiettivo il raggiungimento di un accordo su tutti o su alcuni aspetti dell’organizzazione della futura vita familiare (es. divisione dei beni, assegnazione della casa coniugale, determinazione dell’assegno di mantenimento, educazione dei figli, determinazione dei periodi di visita ai figli, ecc.).

Chi può svolgere attività di psicoterapia?
In Italia la psicoterapia può essere esercitata solo da professionisti, medici o psicologi, autorizzati all'esercizio della psicoterapia dall'ordine professionale di appartenenza, che abbiano conseguito una specializzazione post universitaria in psicoterapia, presso una scuola di specializzazione pubblica (universitaria) o privata riconosciuta dal Ministero dell'Università.
Il medico specializzato in psichiatria, neuropsichiatria o neurologia è autorizzato, in virtù della specializzazione conseguita, ad esercitare la psicoterapia, previa annotazione da parte del proprio ordine provinciale di appartenenza.

Come scegliere il percorso di psicoterapia piĂą adatto a voi?
In psicoterapia esistono numerosi approcci ispirati ognuno ad una particolare scuola della psicologia (rogersiana, junghiana, psicoanalitica, di Gestalt, di analisi transazionale, bioenergetica, di psicosintesi, di terapia strategica, sistemica, di approccio integrato, di PNL, ecc.).
In realtĂ  non esiste un approccio che sia palesemente piĂą efficace di altri nella soluzione del disagio psicologico ed esistenziale.
L’unico modo per scegliere il percorso di psicoterapia più adatto a voi è quello di conoscere a grandi linee i contenuti e la metodologia dei diversi approcci per comprendere verso quale di questi vi sentite più attratti e, dopo 1-3 colloqui con il professionista che avete scelto, sentire che con quel terapeuta riuscite ad instaurare una relazione autentica che vi fa sentire accolti, compresi, liberi di esprimervi e fiduciosi di poter raggiungere un maggior livello di funzionalità e di benessere.
Infatti, è soprattutto grazie alla qualità della relazione che si instaura tra il paziente e il terapeuta che è possibile quel processo di cambiamento e di cura che è la meta finale di ogni terapia.

Quanto dura e quanto costa un percorso di psicoterapia?
La psicoterapia, a differenza del conunseling e della mediazione familiare, non ha una durata preventivamente determinabile, perché presuppone un lavoro di analisi e riorganizzazione dell’intera personalità del paziente che richiede tempi che né il terapeuta né il paziente può conoscere a priori.
Il costo delle singole sedute varia da professionista a professionista ed è soggetto a detrazione fiscale in quanto le prestazioni rese dallo psicologo o dallo psicoterapeuta sono equiparate ai fini fiscali alle prestazioni sanitarie del medico.

Che cos’è la terapia della sabbia e per chi è indicata?
La “Sand Play Therapy” o terapia del gioco della sabbia, è una forma di psicoterapia analitica ideata da Dora Kalff, allieva di Carl Gustav Jung.
Il gioco con la sabbia permette al paziente di superare i limiti del linguaggio verbale e costituisce una preziosa via di accesso all’inconscio.
Il metodo, ideato per i bambini e attualmente utilizzato anche da alcuni psicoterapeuti dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, si è rivelato estremamente utile anche nelle analisi degli adulti. Nel nostro paese esiste l’Associazione Italiana per la Sand Play Therapy (A.I.S.P.T.) che raccoglie gli Psicoterapeuti abilitati all’uso di tale modalità terapeutica.
La Sand Play Therapy prevede, oltre all’uso della sabbia, che grazie alla sua plasticità e morbidezza consente un’attività di manipolazione creativa e liberatoria, una molteplicità di oggetti in miniatura appartenenti alla vita quotidiana (persone, animali, oggetti, cibi, edifici, macchine, ecc.), al mondo fantastico (fate, streghe, gnomi, ecc.) e alla sfera spirituale (monumenti sacri e simboli religiosi), che il paziente sceglie e dispone nella sabbiera per realizzare scenari immaginari attraverso i quali esprime gli aspetti più profondi del suo mondo interiore.
Attraverso il gioco è pertanto possibile attraversare e superare il proprio disagio che, nelle immagini create dal paziente prende forma e voce e, acquistando valore e senso interiore porta allo sciogliersi del nodo del dolore.